Affrontare la rabbia

Un paio di domeniche fa, a una festa di compleanno di un’amichetta di mio figlio, ho incontrato una mia compagna di scuola dopo molti anni nei quali ci eravamo perse di vista. Sì, siamo in contatto su Facebook, ma solo da quando siamo diventate mamme ci sentiamo forse di nuovo vicine. Questa premessa è d’obbligo. Lei ora è un’educatrice professionale seguace e studiosa della filosofia montessoriana, spesso le chiedo qualche consiglio e mi confronto su problematiche che vivo nella quotidianità con mio figlio che tra poco compirà quattro anni. Prendendo spunto da un episodio vissuto quel giorno, le chiedo una dritta su come affrontare la rabbia.

Le spiego che già io ho difficoltà a gestire la mia di rabbia e che a volte non sono proprio l’esempio ideale per mio figlio. Lei mi manda un articolo scritto da una stimata psicoterapeuta, la dottoressa Rosa Linda Rizza che parla proprio di come affrontare i momenti di rabbia nei bambini in un articolo pubblicato sulla rivista della Società Italiana di Analisi Bioenergetica, in seguito anche sul web, di cui si può trovare un ulteriore approfondimento sul sito della SIAB.

La cosa che mi colpisce immediatamente è come venga sfatato il mito del libro “Che rabbia” di Mireille D'Allancé che spesso viene considerato un punto di riferimento anche nei nidi e nelle scuole dell’infanzia.

Contatto la dottoressa Rizza ed ecco che nasce questo post con lo scopo di chiederle qualche consiglio per affrontare i momenti di rabbia nei bambini.

io: "Dottoressa Rizza, mi è piaciuta moltissimo questa frase di Mahatma Gandhi letta sulla sua bio che ho trovato sul sito della Società Italiana di Medicina Psicosomatica: “La pace inizia nell’utero materno”, le andrebbe di spiegarmi in poche parole perché ne fa un suo motto?".

Dott.ssa Rizza:

“Certo, per me è come dire che la prevenzione, per essere davvero efficace, deve iniziare all’alba della vita. L’utero è il primo ambiente del bambino, il luogo dove l’ovulo fecondato si annida e si sviluppa. E’ un organo fortemente influenzato dallo stato emotivo della madre e dall’ambiente che la circonda.
Una donna sufficientemente serena e rilassata avrà un utero caldo, morbido e accogliente mentre un’altra mamma spesso ansiosa o angosciata potrebbe avere un utero contratto, duro e freddo.
Tutto questo viene trasmesso direttamente al nascituro sin dalle prime settimane di vita soprattutto attraverso il battito cardiaco, le vie empatiche ed ormonali.
Numerosi studi hanno verificato da tempo quanto l’ambiente socio-affettivo dei primi anni di vita sia determinante per il futuro benessere della persona. Un individuo che tutto sommato sta bene con se stesso e con gli altri molto difficilmente preferirà la guerra alla pace e al dialogo tra i popoli.”

io: "Sarebbe pronta a dare alcuni consigli per affrontare i momenti di rabbia nei bambini a genitori alle prime armi come me?"

Dott.ssa Rizza:

“In questi casi suggerirei di iniziare dall’accoglienza e dall’ascolto empatico di tutti i vissuti emotivi dei bambini. Le emozioni hanno la funzione importantissima di segnalarci i nostri bisogni e i nostri desideri. Un bambino visto e ascoltato dai propri genitori può creare le basi per vedere e ascoltare se stesso, quindi per apprendere gradualmente a regolare le proprie tempeste emotive.

Spesso si ha paura delle emozioni, specie di quelle cosiddette “negative”. Di conseguenza non ci accorgiamo di bloccarne l’espressione, non solo in noi genitori ma anche nei nostri figli. Partiamo spesso dalla convinzione implicita che le emozioni non possano essere regolate, che debbano rivelarsi, sempre e comunque, esplosive. Si può creare così un circolo vizioso, un modello disfunzionale che si autoperpetua.
Al contrario, se ci diamo il diritto di sentirle, in primis nel nostro corpo, e poi di esprimerle nella maniera più adatta alla realtà apriamo la strada per padroneggiarle piuttosto che esserne vittime.

La rabbia è un’emozione carica di energia vitale che mira a ripristinare una situazione di benessere venuta a mancare. Nel suo seno può ospitare molti altri vissuti quali tristezza, dolore, senso di abbandono o di umiliazione. Se inibita frequentemente si accumula, “si ingorga” si potrebbe dire, e poi tende ad esplodere con modalità diverse.

D’altra parte, tutta questa energia può diventare un grande motore di crescita sin dai primi scambi relazionali se il genitore, riconoscendola nel proprio bambino, può nominarla e rispecchiarla come una manifestazione vitale e comprensibile in tutti i vissuti di frustrazione. Tutto ciò fa da contenimento, dà degli argini affinché l’emozione non dilaghi, non diventi distruttiva.

Come scrivo nell’articolo da lei citato, i genitori, accogliendo dentro di sé le forti emozioni del figlio e poi restituendogliele empaticamente in una forma più semplice, come fossero già digerite, lo aiutano ad elaborarle come lui non sa ancora fare.
Il famoso psicanalista Wilfred Bion ha dato un nome a questa capacità genitoriale di prestare la propria mente al bambino, l’ha chiamata “reverie”.

Vorrei concludere aggiungendo che si rivela sempre prezioso, in queste fasi della vita, fare rete tra genitori, creare gruppi di condivisione e di scambio per sostenersi reciprocamente e insieme cercare i riferimenti migliori per quello che giustamente viene definito “il mestiere più difficile del mondo”.
Di certo si tratta di un lungo percorso di crescita, colmo di gioie ma anche di fatiche. Un processo evolutivo parallelo a quello dei nostri figli, per il quale spero di avervi dato qualche utile spunto di riflessione.”

Ringrazio moltissimo moltissimo la dottoressa Rizza per la sua disponibilità e spero che questi consigli possano essere utili a tutti i genitori come lo sono stati per me.

Lascio dei link come referenza a quanto scritto sopra e per chi volesse approfondire:

  1. R. L. Rizza, Tutta l’attualità del nostro mondo…in un piccolo libro sulla rabbia dei bambini, Rivista Analisi Bioenergetica, Armando Caramanica 2015
    http://www.giulemanidaibambini.org/?s=rabbia+rosa+linda+rizza
    https://www.freedompress.cc/bambini-rabbia-qualcosa-sapere/
  2. R.L. Rizza, Letteratura per l’infanzia come presentazione del mondo ai nostri bambini, Rivista Bambini marzo 2017, Edizioni Junior, Gruppo Spaggiari
    http://www.siab-online.it/pubblicazioni/articoli.aspx
  3. R. L. Rizza, “Il valore fondante della genitorialità” Rivista Libertas Sprint, House Organ quindicinale del Centro Nazionale Sportivo Libertas, Anno III - Numero 28 – 25 ottobre 2016
    http://www.libertasnazionale.it/wp-content/uploads/2017/02/libertassprint-AnnoIII-n28-min.pdf
  4. Massimo Ammanniti con Paolo Conti, Il mestiere PIU’ DIFFICILE del mondo (GENITORI), Corriere della Sera Inchieste, 2010
    http://amzn.to/2yChVpg

Voglio ringraziare anche Joshua Clay per la bellissima immagine che ho usato in questo post.

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