Le sculacciate servono?

Quando ho scritto questo post mio figlio ancora non parlava e avevo demonizzato le sculacciate. Le sculacciate servono? Bella domanda. Ora mio figlio ha quasi quattro anni e ha capito che le mani si usano per fare cose del tipo: abbracciare la mamma, lavarsi i denti, impastare la pizza, costruire cose col didò, dare la mano agli altri bimbi. Tutto questo grazie anche al contributo della fantastica Anna che ci aiuta a superare le fasi più difficili del quotidiano.

La domanda: "le sculacciate servono?" resta sempre più viva in me. A chi servono le sculacciate? Ai genitori o ai bimbi? Adesso spiego sempre tutto e molto a mio figlio, tant'è che la maestra mi racconta spesso che lui ha una capacità enorme di argomentare e trovare risposte alle domande più disparate e parlare, parlare, parlare? Da chi avarà mai ripreso?!?! Tuttavia, ogni tanto, una sculacciata parte.

Non mi sento benissimo quando capita e molto spesso non risolvo niente se non riottenere la sua attenzione. Molto spesso risponde con una risata oppure ribatte dicendo cose che sa che mi fanno arrabbiare, quindi la mia teoria di qualche anno fa è giusta, le sculacciate non servono, ma qualche volta volano e penso che sia umano quindi non le demonizzerei.

Se hai un figlio intorno ai due anni, ti farà comodo leggere questo vecchio post che scrissi quando mi trovavo alle prese con i terribili due. Che poi mi sembra che non c'è due senza tre, non c'è tre senza quattro... Non è questione di età.

Quando mio figlio ancora non parlava, prima dei due anni, ma di cose "dispettose" ne faceva moltissime, come per esempio correre da una parte all'altra della stanza e picchiare con il palmo delle mani a tutta birra contro il televisore, oppure aprire il rubinetto del bidet e poi bagnarsi tutto, oltre che allagare il bagno, dopo averci parlato un paio di volte e spiegato che quella cosa proprio non si fa, ma lui imperterrito continuava, io pensavo che con le sculacciate capisse che quella cosa non si doveva fare. Poi un giorno ho capito che stavo facendo un errore enorme.

Mio figlio ha iniziato a fare a me quello che io facevo a lui quando pensava che io stessi facendo una cosa sbagliata. E così ha iniziato ad alzare le mani. Onestamente non mi rendevo conto che la mia sculacciata avrebbe provocato questa reazione, ma poi ragionandoci un attimo su tutto è stato chiaro, lineare e lampante. Se io sono l'esempio, lui si comporta esattamente come mi comporto io. Mi sono sentita tremendamente in colpa per quello che stavo facendo e ho immediatamente smesso. Mio figlio continua. E ogni volta io mi sento male. Non fisicamente ovvio, penso solo che ho assunto un comportamento sbagliato che lui ora ripete e chissà quando gli passerà. E lo fa con me, con la nonna, con il papà e con il cuginetto, per ora sembra non farlo a scuola, almeno la maestra mi ha detto che non lo fa.

Obiettivamente sembrava troppo "semplice" superare i "terribile due" con una semplice sculacciata. Ho iniziato a parlare con mio figlio molto più di prima. Ho imparato a riflettere 5 minuti per capire come posso convincerlo che quello che sta facendo è sbagliato, poi lo faccio fermare un attimo, conquisto con fatica il suo sguardo e ci parlo. Funziona qualche volta, qualche altra volta no. Però non lo sculaccio più.

Se butta il cibo dal tavolo perché non lo vuole, gli dico di scendere e raccoglierlo.
il 90% delle volte dopo averlo raccolto se lo mangia.

Spesso fa i capricci perché se ho cucinato la pasta al sugo lui vuole la minestra o viceversa, ma ho imparato che se ha realmente fame e tutti noi sediamo a tavola a mangiare poi mangia anche lui.

Se si butta per terra perché non vuole fare le scale per tornare a casa, gli dico che se vuole può restare li per terra tutto il tempo che desidera (ma poi resto con il portone di casa socchiuso a controllare che cosa combina).

Ha smesso di puntare la TV e battere le mani sullo schermo.

Ha smesso di allagare il bagno e bagnarsi tutto con il bidet.

Io ho imparato la lezione: quello che facevano nostri genitori millemila anni fa non si fa. Non puoi dire a un bambino che non si alzano le mani contro il prossimo se puoi tu lo fai con lui. Non puoi predicare bene e razzolare male. Mio figlio lo ha detto chiaramente al padre: "Papà non si fa, non si mena". I bambini imparano molto più dal nostro esempio che dalle nostre parole. Spero che questa mia testimonianza possa essere utile a quanti genitori spesso perdono la pazienza, perché penso che sia normale perdere la pazienza, ma la reazione deve necessariamente essere il ragionamento e non le sculacciate.

Mi piace citare questa frase del blog genitori in corso:
"Avere dei figli e farli diventare delle belle persone è molto faticoso. Ma non hanno chiesto i vostri figli di venire al mondo. E’ un vostro dovere ed una vostra responsabilità".

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