Come affrontare il parto

Il momento del parto è vicino, il tempo scade la settimana prossima e me la sto facendo sotto, ho paura! Come affrontare il parto?Il problema non è tanto il parto in sé. Mi hanno preparato. Sarà dolorosissimo e forse lungo, tanto per essere pronti al peggio. Mi piace affrontare le situazioni subito senza rimandare e invece questa volta ci vuole pazienza, perché non si sa quando arriverà questa fatidica consegna come l'ha definita Elena, la moglie del mio amico inglese Albert. Happy delivery mi ha detto lei a settembre al matrimonio di un amico comune.

Mi piace ragionare sulle parole. Secondo il dizionario del Corriere.it il parto sarebbe l'insieme dei processi naturali o delle operazioni ostetriche per mezzo dei quali avviene l'espulsione o l'estrazione del feto dall'organismo materno. Oppure il parto sarebbe un prodotto della mente, dell'ingegno umano. Tra le due mi piace di più la seconda. Gli inglesi invece la vedono come una consegna. Giustamente una donna si cova generalmente il piccolo per nove mesi e poi lo consegna al mondo. Mi piace come ragionano questi inglesi.

Tornando alla pazienza, credo che mai la frase di John Lennon che tanto mi piace possa essere più azzeccata: life is what happens to you while you're busy making other plans. Il parto potrebbe infatti avvenire mentre stai nuotando in piscina, mentre stai salendo le scale, mentre stai preparando la cena, un dolce o mentre aspetti qualcuno. Meglio non pensarci. Ma come fare a non pensarci? Ditemi voi come avete fatto.

3 Responses

  1. ti dico io come ho fatto.....ne parlavo in continuazione con il mio compagno, ero terrorizzata, non pensavo che ce l'avrei mai fatta ma soprattutto ormai era talmente tanto che stavo con pancione che mi ero convinta sarei stata incinta per sempre. Poi mi hanno indotto il parto e ho dovuto aspettare aspettare aspettare e camminare camminare camminare sempre più intimorita e in attesa, pronta a sentire qualsiasi dolore anomalo........e poi quando è iniziato il travaglio pensavo fosse un ringo scaduto che mi aveva fatto male e non me ne sono neanche accorta, ho tirato fuori il coraggio che non credevo di avere e che cmq ora non ho e tre ore dopo avevo in braccio la persona più importante della mia vita......! si l'unico segreto è non pensarci e goditi questo momento con tutte le paure, la voglia di vederlo, la smania di sapere quale sia effettivamente questo dolore, i mal di schiena, le caviglie gonfie e bla bla bla....vivilo tutto perchè un giorno lo racconterai ridendo al tuo bambino...o lo scriverai su un quaderno che gli regalerai( come ho fatto io:)) bacioo
  2. Grazie Alessia! Ce la farò anche io, dovrò smettere di essere impaziente! :)
  3. Io anche ero molto impaziente, oltre che estremamente terrorizzata all'idea del dolore che avrei provato. Poi però ho capito che era inutile stare lì a pensare e ripensare, tanto io di quel parto non avrei potuto decidere nulla, né quando sarebbe avvenuto, né il dolore che avrei provato, né la sua duarata. Per fortuna poi che Sara è nata inaspettatamente con due settimane di anticipo. Il giorno prima la ginecologa mi aveva detto che ancora c'era tempo e dai monitoriggi che avevo fatto non risultava alcuna contrazione. Devo dire che l'improvvisa rottura delle acque (mi ero appena svegliata dal pisolino pomeridiano) ha fatto in modo che non avessi il tempo per pensare a ciò che stava accadando. Probabilmente se non avessi partorito in anticipo sarei morta di impazienza!

Commenta